Comics and Tweets (22 marzo 2014)

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Twitter è una piattaforma fondamentale per il vero fan del fumetto che si possa fregiare di questo nome. La maggior parte degli artisti lo utilizza quotidianamente per condividere momenti di vita, elucubrazioni, pensieri, idee ma anche disegni, anteprime e bozze. Insomma, quanto più di godereccio esista. Ho pensato quindi, di creare questa sorta di rubrica periodica (e casuale) con lo scopo di catturare questi messaggi prima che spariscano per sempre dalle nostre timeline e dai nostri ricordi.

◊ Kieron Gillen (Young Avengers, Iron Man) e i pensieri su Uber Manhattan

◊ Leinil Yu (Superior, New Avengers, Silent Dragon, Superman: Birthright, X-Men vol. 2) e un cosplayer di Iron Man

◊ Fumettologica ci permette di dare un’occhiata alla versione originale della prima striscia di Calvin & Hobbes by Bill Watterson

◊ Una nuova striscia Cyanide & Happiness

◊ Una copertina di Walter Simonson per Star Slammers 5

◊ Francesco Francavilla, disegnatore italiano che spacca il culo!

◊ Terry Dodson (Harley Quinn, Trouble e Marvel Knights Spider-Man) ci tiene a far la lista della spesa

 Rick Remender (Uncanny X-Force, Venom) e la scrittura notturna

◊ Kelly Sue DeConninck (Capitan Marvel, Avengers Assemble), spettacolo!

◊ Un frammento di New Avenger Annual di giugno U.S.

◊ Andrea Gallo Lassere e L’insonne

◊ Un po’ di Skottie Young (cover artist) al Megacon

Hacktivist: il fumetto su social network e hacker dell’attrice Alyssa Milano

Hacktivist Head
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Tutti noi ricordiamo Streghe, quel telefilm squallido trasmesso da RaiDue a cavallo tra il ventesimo e il ventunesimo secolo. Una delle protagoniste della serie, nei panni di Phoebe, ed eroina di questo articolo è l’attrice figherrima Alyssa Milano. “Ecco il blog s’è fottuto, ora parla di gossip e puttanate Hollywoodiane”. Eppure la storia che sto per raccontare ha un nonsocché di gossipparo: l’attrice Alyssa Milano si è lanciata nel mondo dei comics, creando insieme agli sceneggiatori Jackson Lenzig (Freakshow), Collin Kelly (uno sconosciuto nel mondo comics, ma web developer secondo Linkedin) e l’artista Marcus To (Red Robin, Huntress, Batwing, Cyborg 009) un nuovo fumetto, Hacktivist.

Cover

E’ una produzione nuovissima Archaia Entertainment (Rubicon, Ciborg 009), appena uscita e non so neppure se arriverà mai in Italia. Ma lasciatemi dire, entrerà nella mia collezione appena varcata la frontiera. Hacktivist è la storia di due ragazzi/CEO miliardari alla “Jack Dorsey” (fondatore di Twitter) che sviluppano un Social network chiamato “YourLife“, su cui basano e rafforzano la loro immagine. Una volta dismessi però i panni da nuovi imprenditori geek della Silicon Valley, si danno all’Hacktivismo – Hacker Attivisti sotto il nome di SVE_URS3LF – hackerando e controllando la rete web dello stato tunisino dove vive Sirine, una sorta di rivoltosa del luogo. Al momento non ci sono abbastanza informazioni per capire se o meno sarà una delle protagoniste del fumetto. I due Hacker social hanno differenti obbiettivi e arriveranno a contrastarsi. Ma qualcosa cambierà le carte in tavola.

Sirina

Ti rendi conto quando un fumetto è notevole da come la lettura e i disegni si fanno leggere e guardare, rileggere e riguardare, con tutto il fascino incredibile che è immergersi in una storia contemporanea. Se leggerai Hacktivist e ti fermerai ai colori, alle forme e alla scorrevolezza delle tavole, sarai fuori strada. Pur la qualità estrema dimostrata, questo fumetto è stato prodotto con tutt’altro scopo che il solo intrattenimento. Alyssa Milano, risaputa filantropa, vuole raccontare l’attivismo globale e la social revolution a modo suo, ricordando l’esistenza di quella voce silenziosa ma indispensabile, che cammina nell’ombra e agisce parallelamente alla rivolta nelle strade.


Save Yourself

Insomma, questo fumetto si è scritto da solo quanto quest’articolo. Le pagine dei giornali degli ultimi anni si nutrono di questa realtà. I Social Media sono un’hot topic e la loro grande forza e immediatezza, continuano a stimolare l’uomo che ne sperimenta sempre nuovi usi. La primavera araba di qualche anno fa, ne è esempio calzante.  L’utilizzo del social come strumento di opposizione al regime e d’informazione indipendente ha sicuramente ispirato la storia stessa del fumetto e la rivolta tunisina che racconta. E i personaggi principali, che si nascondono tra i server della loro azienda fingendo di star fixando qualche bug mentre invece stanno occupando una rete internet di un altro stato, si trasformano nei nostri supereroi contemporanei. La strizzata d’occhio ad Anonymous è palese e solamente seguendo l’account Twitter dell’attrice si esplorano le sue diverse sensibilità, il suo attivismo politico.

Gli Hacker

Alyssa Milano immagina senza fantasticare e vuole portare anche noi a riflettere, a sviluppare certe sensibilità. Immagina lo sviluppo dei social networks come social patterns da approfondire, sminuzzare, piccole parti individuali e singole che insieme creano dei sistemi che rivelano modelli social, dalla ragazza che aspetta l’autobus, all’autobus in ritardo, all’autista che rallenta. Non so che possa significare realmente, ma mi sono intrippato, immaginando un futuro in cui i social networks riusciranno a tracciare ogni nostro passo, incrociare ogni informazione, ricostruire ogni piccolo movimento arrivando anche a prevenire statisticamente (alla Minority Report, insomma) le nostre azioni per quanto improvvise, in rapporto alla routine.

Le barricate

Vedere disegni di soggetti al computer non mi eccitava tanto dai tempi del grandissimo, e qui lo dico, Transmetropolitian di Warren Ellis e Darick Robertson. L’importante è non fare #somethingreckless, il motto dentro al fumetto che ha risvegliato in me l’esaltazione per questo tipo di storie. Un viaggio mentale che vi consiglio di condividere con me, dove la qualità è al primo posto.

OK!!

Ascolto consigliato: Daft Punk – Giorgio by Moroder

Alyssa Milano

Twitter: The Comic, @Vectorbelly e il fumetto che nasce dai Tweet

Twitter: The Comic
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Chi sia Mike Rosenthal @Vectorbelly non ne ho ancora la più pallida idea e l’obiettivo di questo articolo è proprio di scoprirlo. Al principio c’è Twitter, un social network che funziona, dove ogni argomento ha la sua espressione: dal cinema alla televisione, dallo sport alla musica. Il mio interesse sconfinato per la nona arte mi ha portato quindi a spulciarlo in lungo e in largo, alla ricerca del fumetto e dei suoi proseliti social. Il risultato è palese. Twitter è pieno di artisti, dai massimi professionisti del mestiere agli amatori, fino alla solita, classica via di mezzo, i cosiddetti fumettisti underground. E’ proprio lì che si crogiola il protagonista della nostra storia; Mike Rosenthal è la mente che si trova dietro a Twitter: The Comic, il profilo tumblr dove pubblica i suoi fumetti. La particolarità di questi fumetti o per quanto brutto possa sembrare dirlo, somigliano più a dei meme, è che nascono dai Tweet che @Vectorbelly trova navigando su Twitter.

Padre e Figlio

Tweet padre e figlio

Il limite è a 140 caratteri, i Tweet devono comprendere sia i dialoghi sia un cenno all’ambientazione o a un personaggio, qualcosa che l’autore possa immaginare. E da lì nasce la strip quasi sempre strutturata nelle classiche quattro vignette. Dal Tweet e dall’immaginazione dell’autore nascono delle microstorie spesso geniali. Ovviamente non tutti i tweet hanno carica umoristica, per questo Mike sceglie, citando direttamente alcune sue parole, i “migliori Tweet della nostra generazione”. I suoi stessi follower gli inviano piccole sceneggiature a 140 caratteri con la speranza vengano poi trasformate in quel modo tutto suo che in fondo è anche il nostro linguaggio preferito. Ma qual’è il format migliore che deve avere un Tweet? Leggendo gli esempi qua sotto si capisce quale sia la difficoltà intrinseca, il collegamento tra l’idea della microscenggiatura e la ricezione dell’idea stessa da parte dell’autore.

Obama

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Lui stesso ha risposto a questa domanda in un’intervista (AllGeektoMe). “Il Tweet deve potersi leggere come uno script: generalmente ci sono due o più personaggi che parlano tra loro e non a un pubblico esterno. La trama funziona bene anche quando è implicita, mi dà la possibilità di lavorarci sopra e anche di giocarci.”

“I Tweet possono riguardare qualsiasi cosa. Non è necessario che sia uno scherzo. I Tweet possono parlare di momenti personali, roba strana o sessuale, emozioni forti, alla fine è tutto un gioco. I Tweet che disegno sono apparentemente complicati, basati su satira e parodia riguardanti la realtà, c’è il rischio però che il risultato alla gente non piaccia.”

CharizardTweey Charizard

“Inoltre, è meglio non scrivere Tweet apposta per apparire sul blog Tumblr Twitter: The Comic o su @Vectorbelly. Alcune persone lo fanno, scrivono un Tweet apposta e me lo mandano dopo 5 minuti. Quei Tweet suonano sempre male perché si sente che quegli utenti stanno cercando di imitare uno stile che non è nella loro natura. Si percepisce la forzatura…”

Di tutti i suoi “meme” che ho letto, alcuni (pochi) non mi hanno fatto ridere ne pensare. Ho immaginato fossero basati su riferimenti che non conosco o che probabilmente non capisco. Potrebbe essere una mia mancanza o un limite dei 140 caratteri ai quali Mike si attiene fedelmente. Non rovinerà l’atmosfera qualche fumetto incompreso, la risata è spesso garantita.

La galleria che presento è composta da fumetti che mi hanno fatto molto ridere, in cui è evidente una bella carica di non-sense che è quello che serve la mattina per carburare dopo una sveglia nefasta o dopo un pranzo invadente. Quei momenti di cazzeggio puro e tempo libero in cui piuttosto che fare qualcosa di costruttivo, si preferisce vegetare leggendo o rileggendo una a una le vignette fino a quando non sopravviene il senso del dovere o il senso di colpa.

L'OrsoQuest’approccio a Twitter è qualcosa di innovativo e il mondo dei social media sembra essere un pozzo senza fondo di opportunità ancora incolte. Il linguaggio aumenta nuovamente la sua portata coinvolgendo un nuovo pubblico, i lettori di fumetti, invogliandolo a un uso sempre più attivo del mezzo. Essendo un fenomeno ancora micro, non si può che sperare nel suo sviluppo e in un fumetto che lasci impronte sempre più profonde nell’uso dei social network.

@Vectorbelly
Twitter: The Comic

Tre Orsetti

Ascolto consigliato: Bosnian Rainbows – Torn Maps