Detective comics #27, Frank Miller torna a disegnare per la DCcomics

Detective Comics 27
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Quando un re del fumetto contemporaneo torna alle matite, i fan aprono le fauci pronti a fagocitare quanto prodotto. Se poi questo re è Frank Miller, parliamo d’idolatria allo stato puro. Il nostro Frank è conosciuto per alcuni prodotti che hanno segnato profondamente la storia di Batman, di Devil ma anche l’intero approccio al mondo dei supereroi. La caratterizzazione giocosa e divertente muore e il supereroe rinasce cupo, marcio e dolorante, insomma, per così dire adulto.

Daredevil Reborn

La storia editoriale di Frank Miller si è basata su questo approccio un po’ “pulp” e riprendere i suoi albi è obbligatorio per chiunque voglia conoscere un minimo di storia del fumetto. L’artista ha dato il suo meglio su DareDevil, raccontandone la caduta per mano di Kingpin e “la Rinascita”, Batman creando opere ormai ai posteri come Anno Uno e il mio preferito “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” dove il pipistrello affronterà anche Superman, eroe di Governo (tema che si troverà nel mitico evento Marvel Guerra Civile) e infine 300 (per la Darkhorse) ispirato alla famosa battaglia delle Termopili tra Spartani e Persiani da cui è stato tratto un colossal. La  stessa trilogia Batman di Christian Bale e Christopher Nolan è completamente immersa in questi colori e atmosfera.

Batman The Dark Knight Returns

Frank Miller è stato chiamato dalla DCcomics per disegnare una variant della copertina del numero #27 di Detective Comics, testata nata nel 1937 come antologico di storie poliziesche e hard boiled. Per comprendere la scelta della casa editrice (le cui iniziali sono infatti Detective e Comics) il personaggio di Batman arrivò al grande pubblico sul numero #27 di Detective Comics del 1939, dalle matite di Bob Kane e Bill Finger. Per la celebrazione di questo traguardo, Frank Miller è stato ritenuto il più adatto, sopratutto per i numerosi introiti che le sue opere hanno portato nelle casse della DC.

300

La Cover presenta una Cat-woman un po’ diversa dal solito, il personaggio arriva direttamente dalla storia che inizierà ad essere pubblicata proprio su Detective Comics #27, Gothopia, i cui autori sono John Lyman e il disegnatore Jason Fabok. Così giusto per dire due parole senza rovinare niente a nessuno, Gothopia è un futuro distopico, dove tutto è diverso dal Bat-world come lo conosciamo. Non leggete qui sotto! [SPOILER]Ad esempio Catwoman sarà Catbird la partner ufficiale di Batman nella lotta contro il crimine e Batwing sarà il nuovo protettore di Gotham. [SPOILER].

Detective Comics 27

Per concludere, difficilmente Frank Miller scriverà e disegnerà ancora per la DCcomics e su Batman nel breve periodo. Prima di tutto, sta lavorando nel mondo del cinema con il secondo adattamento cinematografico di Sin City,  inoltre, si sta occupando a po’ a rilento della graphic novel Xerxes per la Darkhorse (2 capitoli su 5 ultimati in tre anni!), prequel/sequel di 300 da cui è stato tratto un film che uscirà comunque nelle sale nel 2014 (mistero!?).

Xerxes

Non ho menzionato Allstar Batman e Robin, una delle ultime pubblicazioni di Frank Miller sul cavaliere oscuro. Non l’ho mai letta, non mi sbilancio. I dieci albi della serie sono stati pubblicati tra settembre 2005 e agosto 2008 e in Italia sono stati raccolti in volumi cartonati, pubblicati a partire da giugno 2009 dalla Planeta DeAgostini.

Harley Quinn #0, scandalo e censura di un suicidio premeditato

Harley Quinn 0 head
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Il tema del suicidio non è nuovo nel mondo del fumetto, si è rivelato spesso un escamotage usato dagli sceneggiatori per rafforzare una certa drammaticità sulla morte di un personaggio o di un villain, sempre e comunque in una cornice seria ed emozionale. Pensiamo alla morte di Graviton che si suicidò provocandosi un aneurisma, Iron Monger che si sparò un raggio repulsore alla testa come punizione per essere stato sconfitto da Iron Man o il Fante di cuori che si è lasciato esplodere nello spazio. Non è in questo il panorama di riferimento di quanto verrò a raccontare. Lo scandalo si è raggrumato intorno al numero #0 della nuova serie su Harley Quinn della DC Comics.

Partiamo dal principio, Harley Quinn, è un personaggio che non nasce dalle matite classiche di un artista del fumetto, ma dalla serie animata di Batman. Vive una buona storia editoriale venendo introdotta nel fumetto come psicologa che vuole studiare il villain per eccellenza, il Joker, di cui poi s’innamora e ne diventa fidata assistente. Senza dilungarsi troppo, il 2014 è l’anno della svolta. Harley tornerà con un serial che la vedrà protagonista e tratterà il cambiamento editoriale e di stile del character rispetto al passato. Alla regia vedremo il duo Amanda Conner e Jimmy Palmiotti e, almeno per il numero #0, una serie di disegnatori grandiosi tra cui anche la DC star Jim Lee.

Harley Quinn pagina ufficiale

Per rimpolpare le fila, i due sceneggiatori insieme alla loro casa editrice hanno indetto un concorso per aspiranti disegnatori chiamato “DC’s entertainment open talent search“. Il concorso è consistito nel sottoporre lo script di una pagina, poi introdotta nel numero #0, al grande pubblico, ricevendo come risposta un numero considerevole di bozze.

La tavola in questione avrebbe dovuto essere divisa in quattro vignette di cui una in particolare avrebbe dovuto raffigurare Harley Quinn nuda sdraiata nella vasca da bagno con tostapane, phon, frullatori, elettrodomestici tutti penzolanti sopra di lei e legati a una corda che mantiene tra le mani. Nello script inoltre viene testualmente aggiunto: “Stiamo guardando il momento prima della morte ormai inevitabile. ‘Oh beh, immagino sia finita per me’, Harley è rassegnata a quanto sta per accadere.”

Il mondo delle associazioni contro il suicidio ha criticato pesantemente la scelta della DC Comics: The American Foundation for Suicide Prevention, American Psychiatric Association e National Alliance on Mental Illness hanno definito il concorso “estremamente insensibile” e “potenzialmente pericoloso“.

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Una volta trovato il vincitore (Jeremy Roberts, non proprio un “undiscovered talent”, con 74 fumetti firmati, alcuni DC), la DC Comics si è scusata e ha calato la mannaia della censura sulla scena tagliando completamente l’ultima vignetta e sostituendola con Harley Quinn che vola a cavallo di un razzo nello spazio (fallico? 😀 scandalo!). Jimmy Palmiotti e Amanda Conner hanno provato spiegare che quella scena avrebbe fatto parte di un semplice sogno ma chi sono gli sceneggiatori per avere voce in capitolo?

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Qui il suicidio sarebbe stato solo un vezzo, una nota di colore che avrebbe delineato un pò la delirante e folle caricatura del personaggio. Nessuna immagine carica di emozione, solo una sensazione di noia autodistruttiva un po’ ricalcata della cultura emo anni ’90. Inutile dire che sia la gratuità della scena ad aver smosso le anime delle associazioni americane ma, a mio parere, la censura è sempre l’arma sbagliata per recuperare al proprio errore. Sopratutto se hai spinto migliaia di persone speranzose a disegnare uno certo script. C’è sempre un grosso però! Il peso di una denuncia dal punto di vista economico è chiaramente il motivo di questa censura e chiedersi se la DC avrebbe dovuto prendersi o meno le sue responsabilità è fuori luogo essendo pur sempre un azienda sul mercato che deve evitare di scontrarsi con l’opinione pubblica per sopravvivere.

Saviorsson

Tornando ad Harley Quinn non riesco a non pensare ad altro che a un accostamento con il personaggio Marvel Deadpool. L’anima psicotica, folle e anarchica un po’ sopra le righe è propria del personaggio Marvel che va molto forte nelle classifiche di vendita. La DC Comics prova a rispondere all’acerrimo nemico cercando di recuperare una fetta di pubblico che al momento trova soddisfazione solo nella concorrenza.

A corredo dell’articolo, alcune bozze carine di bravi disegnatori trovate su DeviantArt.