Marvel NOW, torna Iron Fist con una nuova serie firmata da Kaare Andrews

Iron Fist Head
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Iron Fist, letteralmente Pugno d’acciaio, è un personaggio creato dalle matite e dalla fantasia di Roy Thomas e Gil Kane nel lontano 1974. Insieme a Shang Chi nasce come risposta al trend di quegli anni settanta in cui gli  esperti di arti marziali erano i nuovi eroi (Bruce Lee su tutti, paro paro a Shang Chi). La storia di Daniel Danny Rand (l’uomo sotto la maschera) continua come spalla di Luke Cage, Power Man, fino agli anni ’80 quando muore per mano di Capitan Hero che lo uccide inavvertitamente, in anticipo sul cancro che gli era stato diagnosticato. Come per magia Marvel Comics, negli anni ’90 torna dalla morte e, dopo una parentesi con Namor in cui viene spiegato che il suo cancro era stato curato (e il Danny Rand morto era di una realtà parallela),  Iron Fist si unsice nuovamente a Luke Cage dando vita agli Eroi in Vendita.

Power Man e Iron Fist

Per quanto la sua storia editoriale da protagonista si ferma, il personaggio viene utilizzato come comprimario. Infatti, Danny Rand si mette i panni di Devil cercando di convincere i media che il vero Matt Murdock, in quel momento in galera, non fosse affatto il vigilante mascherato in una delle serie più belle mai lette sul supereroe non vedente, sceneggiata da Ed Brubaker (DEVIL: IL DIAVOLONEL BRACCIO D). Insomma una storia piuttosto interessante. Sulle gestioni di Devil molto ci sarebbe da dire, ma su Iron Fist la mia memoria parte dall’Immortal Iron Fist, serie  sceneggiata da Brubaker (ancora!!) e Matt Fraction con un’esordiente David Aja ai disegni (questi ultimi due faranno faville anche con altri personaggi Marvel, vedi: Hawkeye). Parliamo di tre volumetti 100% Marvel usciti in Italia nel 2006: Iron Fist Vol.1: la storia dell’ultimo Iron Fist, Iron Fist Vol.2: le sette capitali del paradiso I e Iron Fist Vol.3: le capitali del paradiso II. In questa “run”, Danny Rand conosce la storia degli Iron Fists, incrocia la sua strada con un’altro di questi, Orson Randall, e affronta peripezie in una delle città celesti, la mitica K’un Lun. Brubaker e Fraction hanno il merito di avere creato una nuova mitologia ad altissimi livelli perfettamente raccontata visivamente da David Aja. A mio parere un Must Have!

Immortal Iron Fist

Quando la serie viene poi presa in mano da Swierzynski, Foreman e Camuncoli (Disegnatore Made in Italy eccellente), pur rimanendo nell’atmosfera, si sente una leggera flessione della qualità della scrittura, molto meno originale. Iron Fist Vol.6: Armi immortali con Jason Aaron alla sceneggiatura, risolleva ancora le sorti del nostro eroe, intessendo diverse storie sulle armi immortali (i guerrieri più potenti provenienti dalle capitali del paradiso) e chiude definitivamente la serie.

Cover

La Marvel Comics ha deciso che ormai il tempo è maturo per rimettere in piedi una nuova serie regolare su Iron Fist che vedrà sia alla sceneggiatura che ai disegni Kaare Andrews. L’artista è famoso per le sue cover dell’Incredibile Hulk ma sopratutto viene ricordato per Spiderman: Reign, con protagonista un Uomo Ragno in pensione 35 anni nel futuro. Iron Fist: The Living Weapon vedrà la luce ad Aprile 2014 negli Stati Uniti.

In un intervista a Hero Complex, Kaare ha raccontato che Danny Rand sarà costretto a lasciare l’occidente per tornare alla città mistica di K’un Lun dove da piccolo è cresciuto e a causa della morte dei suoi genitori, viene addestrato a combattere. La storia inizia con un’eroe miliardario paragonabile a “una specie di Bruce Wayne senza un piano”, ha affermato Andrews. “E’ depresso.  Danny non sa più vivere, e non sa perché “. Poi il passato torna a galla. Rientrano in gioco le circostanze delle sue origini, e l’uomo col tatuaggio del drago e il pugno infuocato dovrà affrontare le conseguenze delle sue scelte.

Fuga

Insomma, “When you become a living weapon, that’s a weapon that cuts both ways”. E con questa Kaare chiude il cerchio.

Altre immagini da Iron Fist: Living Weapon #1

Shun-LaoBlam        Lupi
Elicotteri        Depressione

Detective comics #27, Frank Miller torna a disegnare per la DCcomics

Detective Comics 27
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Quando un re del fumetto contemporaneo torna alle matite, i fan aprono le fauci pronti a fagocitare quanto prodotto. Se poi questo re è Frank Miller, parliamo d’idolatria allo stato puro. Il nostro Frank è conosciuto per alcuni prodotti che hanno segnato profondamente la storia di Batman, di Devil ma anche l’intero approccio al mondo dei supereroi. La caratterizzazione giocosa e divertente muore e il supereroe rinasce cupo, marcio e dolorante, insomma, per così dire adulto.

Daredevil Reborn

La storia editoriale di Frank Miller si è basata su questo approccio un po’ “pulp” e riprendere i suoi albi è obbligatorio per chiunque voglia conoscere un minimo di storia del fumetto. L’artista ha dato il suo meglio su DareDevil, raccontandone la caduta per mano di Kingpin e “la Rinascita”, Batman creando opere ormai ai posteri come Anno Uno e il mio preferito “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” dove il pipistrello affronterà anche Superman, eroe di Governo (tema che si troverà nel mitico evento Marvel Guerra Civile) e infine 300 (per la Darkhorse) ispirato alla famosa battaglia delle Termopili tra Spartani e Persiani da cui è stato tratto un colossal. La  stessa trilogia Batman di Christian Bale e Christopher Nolan è completamente immersa in questi colori e atmosfera.

Batman The Dark Knight Returns

Frank Miller è stato chiamato dalla DCcomics per disegnare una variant della copertina del numero #27 di Detective Comics, testata nata nel 1937 come antologico di storie poliziesche e hard boiled. Per comprendere la scelta della casa editrice (le cui iniziali sono infatti Detective e Comics) il personaggio di Batman arrivò al grande pubblico sul numero #27 di Detective Comics del 1939, dalle matite di Bob Kane e Bill Finger. Per la celebrazione di questo traguardo, Frank Miller è stato ritenuto il più adatto, sopratutto per i numerosi introiti che le sue opere hanno portato nelle casse della DC.

300

La Cover presenta una Cat-woman un po’ diversa dal solito, il personaggio arriva direttamente dalla storia che inizierà ad essere pubblicata proprio su Detective Comics #27, Gothopia, i cui autori sono John Lyman e il disegnatore Jason Fabok. Così giusto per dire due parole senza rovinare niente a nessuno, Gothopia è un futuro distopico, dove tutto è diverso dal Bat-world come lo conosciamo. Non leggete qui sotto! [SPOILER]Ad esempio Catwoman sarà Catbird la partner ufficiale di Batman nella lotta contro il crimine e Batwing sarà il nuovo protettore di Gotham. [SPOILER].

Detective Comics 27

Per concludere, difficilmente Frank Miller scriverà e disegnerà ancora per la DCcomics e su Batman nel breve periodo. Prima di tutto, sta lavorando nel mondo del cinema con il secondo adattamento cinematografico di Sin City,  inoltre, si sta occupando a po’ a rilento della graphic novel Xerxes per la Darkhorse (2 capitoli su 5 ultimati in tre anni!), prequel/sequel di 300 da cui è stato tratto un film che uscirà comunque nelle sale nel 2014 (mistero!?).

Xerxes

Non ho menzionato Allstar Batman e Robin, una delle ultime pubblicazioni di Frank Miller sul cavaliere oscuro. Non l’ho mai letta, non mi sbilancio. I dieci albi della serie sono stati pubblicati tra settembre 2005 e agosto 2008 e in Italia sono stati raccolti in volumi cartonati, pubblicati a partire da giugno 2009 dalla Planeta DeAgostini.