MARVEL NOW! Loki, 007 al servizio di Asgard

Loki head
Standard

Se mi avessero detto qualche anno fa, chi sarebbe stato il personaggio Marvel del momento, non ci avrei creduto. Eppure tra meme e disegnetti, Loki è decisamente l’insospettabile favorito. Il dio del Caos e signore degli inganni è uscito vincitore dalla film sugli Avengers (2012) di Joss Whedon, grazie sopratutto a una interpretazione decisamente credibile dell’attore Tom Hiddleston e una caratterizzazione del personaggio spettacolare.

Nel mondo del fumetto però la musica cambia. Il Loki cinematografico per come è conosciuto dal grande pubblico, è “morto” per mano di Sentry/Void durante l’assedio di Asgard da parte degli Oscuri Vendicatori guidati da Norman Osborn (Ve lo ricordate Sentry?? beh per chi segue la serie Avengers ora in edicola, può fingere di conoscerlo, è una sorta di Hyperion/Superman bipolare). Dopo tutti gli inganni orditi alle spalle di Asgard e Odino, i raggiri magici e le malvagità, in punto di morte sussurra “mi dispiace… fratello” verso Thor, sentendosi in colpa per aver quasi distrutto il regno di Asgard, la sua casa.

Loki: Agent of Asgard cover

Loki si reincarna in un furfantello di Parigi che viene recuperato da Thor e riportato ad Asgard. Il nuovo giovane Loki non sembra essere più malvagio come l”old Loki’, anzi, lavora ad un piano intricato (con l’ausilio di molte altre forze, non sempre compiacenti) per salvare Asgard nella saga Fear Itself, e, inoltre, a 18 anni entra a far parte dei Giovani Vendicatori (Genialata del buon Kieron Gillen). Insomma è uno dei pochi personaggi Marvel che ha una crescita veloce e asincrona rispetto alla percezione che abbiamo del tempo nell’universo Marvel. Cosa che sicuramente lo renderà protagonista della nuova era Marvel.

Loki: Agent of Asgard cover b

Loki: Agent of Asgard #1(uscito negli USA nel febbraio 2014) è una serie tutta britannica che vede Al Ewing (Judge Dredd, 2000AD, Ninjettes, Zombo, Jennifer Blood) a tirare le fila della storia, e Lee Garbett (X-O Manowar, Batgirl, The Outsiders, 2000AD) alle matite. Potrebbero susseguirsi infami SPOILER, non è necessario che vi sputtani la serata. La trama vede un Loki ormai giovane adulto, agli ordini della madre-di-tutti (la triade composta da Gaea la madre, Freyja la regina,  Idunn l’ancella) che regge il trono in assenza di Odino, avventurarsi nelle missioni più disparate, tra cui la prima in questo numero, salvare il fratello Thor dalla corruzione e cancellare i dati sull”old Loki’ nel database dei Vendicatori.

Loki kills Thor?

Il fumetto parte con una splash page che raffigura Loki trapassare da parte a parte Thor con la sua spada della giustizia. E da qui inizia quello che chiamerei uno spot elettorale Marvel (disegnato in modo eccellente) per cavalcare l’onda del successo ben orchestrata da Joss Whedon nel film Avengers. Loki incontra tutti i vendicatori del film che sembrano essere tornati sotto lo stesso tetto: Thor, Capitan America, Iron Man, Hulk, Hawkeye e la Vedova nera. Ognuno di questi personaggi in realtà vive una storia parallela sulla sua testata, tra cui lo stesso Loki che dovrebbe ancora essere un Giovane Vendicatore. Eppure i cosiddetti Avengers cinematografici li ritroviamo qui, tutti insieme alla torre dei vendicatori a rilassarsi, come fossilizzati nell’ambra. Addirittura, e qui mi spreco con lo SPOILER, si nomina un artefatto magico (Tesseract????) che Loki sembra aver rubato dall’Hellcarrier dello SHIELD in uno dei nuovi, ormai classici Point One¹ (All-New Marvel Now! Point One, uscito negli USA nel gennaio 2014), che dovrebbe fare da collante tra tutte le “ongoing series” (ho dei buchi forti nella storia, ma ho tentato di documentarmi).

Avengers

E si sente tanto che è uno spot, perché la trama di questo primo numero è poco sviluppata. Succede di tutto, veloce come il vento: Thor non riesce ad alzare il suo martello (!!!!), Bruce Banner s’incazza e si trasforma in HULK, Hawkeye sbaglia un bersaglio (!!!!), escono fuori mille rimandi al passato, addirittura alla classica guerra civile Marvel. Insomma una citazione dietro l’altra. Se penso che, un tempo, anche solo uno di questi avvenimenti avrebbe potuto essere il punto di svolta di una storia, mi rendo conto di quanto questo episodio possa sembrare un po’ un pastrocchio. Non manca un filo conduttore, manca solo un valido motivo per cui molte cose accadono, sembrano buttate lì apposta per suscitare nel lettore continui rimandi evidentemente piacevoli e generalmente riconosciuti come caratteristici dei nostri protagonisti. Per quanto mi piaccia che le storie facciano parte di un grande universo (concetto già spiegato nell’articolo su Saga di Brian K. Vaughan), qui si esagera e non incuriosisce più. Il finale invece, che ovviamente evito di raccontare, stravolge il futuro del personaggio. E’ così forte da trainare con se ogni aspettativa, rendendo imprevedibili le storie a venire.

Avengers

Loki è un personaggio fortissimo e spero che il duo riesca a approfittarne al massimo. Si tratta di un immaginario sconfinato e gli autori sicuramente hanno le capacità e le potenzialità per sviluppare “i racconti del giovane Loki” nel migliore dei modi. Magari evitando di giocare troppo con i lettori. Anche perché i disegni sono bellissimi e Lee Garbett ha sfruttato al meglio questa vetrina, dimostrando tutto il suo stile.

mah

1. Marvel Point One: la casa editrice periodicamente confeziona delle storie che rappresentino un punto di partenza per tutti i nuovi lettori e che facciano da collante tra tutte le serie.

Darkhorse ci prova ancora con i supereroi, Skyman #1

skyman-head
Standard

Darkhorse cerca di pareggiare i conti con le mega concorrenti Marvel e DC comics ed entra nel mercato dei supereroi con una dozzina di personaggi negli ultimi 2 anni. Nel settembre 2013 annuncia un nuovo vecchio riportando in auge Skyman, supereroe creato negli anni ’40 dalla Columbia Comics sulla scia del nazionalismo statunitense che combatte il nazismo, alla “Capitan America“. E’ inutile raccontare una storia morta di un personaggio morto tempo fa, prendiamo il tutto come una nuova testata di cui ho letto in lingua originale il primo numero, Skyman #1.

cover

Skyman non è un superpotere ma è come l’anello di lanterna verde un medium del potere. O meglio è un progetto atto a costruire in laboratorio un supereroe che possa sostituire un certo Capitan Midnight (che sento in dovere di recuperare) dopo la sua scomparsa, in una continuity di un universo che così a prima svista mi è poco chiaro. Eppure quando nasce un nuovo personaggio, un background è fondamentale. Skyman è un progetto governativo con l’obbiettivo di addestrare soldati all’uso di una tuta, una cintura e un mantello che conferiscono poteri in stile Superman all’umano che li veste.

kidnapped

La trama vede lo Skyman contemporaneo uccidere in un scatto d’ira e ubriachezza, un uomo di colore, mosso anche da un movente razziale. Il governo per gestire la crisi d’immagine del progetto, ricerca un nuovo individuo esterno al programma che abbia come requisito fondamentale la pelle scura. La scelta ricade su un veterano tornato ferito gravemente dalla guerra in Afghanistan e rimasto sulla sedia a rotelle. Una volta rapito dal governo, in stile Al-Qaeda, e vestito della tuta e della cintura, l’inconsapevole Sergente Reid (così si chiama) recupera l’uso degli arti e acquisisce tutti i nuovi poteri; unica pecca di questa tecnologia, necessita di essere controllata anche dall’esterno. Da qui entra in scena un personaggio nuovo, il cattivo tenente appartenente al progetto Skyman. Addestrato nel tempo all’uso della tuta, geloso, usurpato del suo diritto ai superpoteri e presumibilmente razzista (che sembra dire “questo qui viene al nord e ci ruba il lavoro”) il soldato ha il compito di controllare dall’esterno la tuta e la cintura di Skyman. I due, evidentemente in conflitto, rimangono coinvolti in diversi alterchi e una rissa ma devono superare la cosa e collaborare (Questo passaggio nel fumetto è chiaro come un barolo del 1998). Durante un lancio da un aereo che vede protagonista Skyman, il tenente gioca con il nuovo supereroe spegnendo la sua tuta mentre in volo e riaccendendola all’ultimo, prima che si schianti. Skyman riesce a controllare i poteri e atterrare direttamente ad un comizio di Obama.

Primo volo

Come potrà sembrare, l’argomento è affrontato con velata ironia. Le origini di Skyman dal punto di vista della trama mi sono sembrate abbastanza banali e neppure l’aggiunta di temi scottanti come razzismo e disabilità, le hanno rese coinvolgenti se non un bel po’ fuori dal tempo. Per esempio l’idea dell’uomo di colore per ripulire l’immagine del progetto governativo segreto. In un’ipotetica realtà, il governo avrebbe dovuto rispondere pesantemente di una gruppo segreto di supereroi biondi e ariani sopratutto se fa capo a una amministrazione il cui presidente è Obama, il primo di colore della storia statunitense. Che siano paranoie mie, ma non basta rispondere con Sam Wilson alla fabbrica degli Steve Rogers (Falcon, di colore, e Capitan America, supereroi di punta della Marvel).

La storia è lineare a parte un passaggio di cui ho già parlato nella trama non particolarmente limpido ma che vi lascerò scoprire di persona. Insomma, Skyman non ha granché per stimolare la mia voglia di indagare più a fondo e continuare a leggerlo (cosa che probabilmente farò comunque). La critica deve comunque sottostare alla legge del primo numero. Essendo solo il pilot, sono state poste delle basi e da qui potrebbero anche arrivare grandi cose. Insomma, dare il là in fretta e furia per poi lavorare su qualcosa di già avviato, prerogativa del  fumetto serial.

Surprise

Niente di nuovo sul fronte qualità, trovo i disegni di Manuel Garcia abbastanza carini anche se le espressioni facciali, spesso costruite tramite ombre, sono una chimera. L’autore, Joshua Hale Fialkov è un award winner, ma non conosco Echoes, il fumetto che lo ha portato a vincere gli Harvey Award nel 2011 e nel 2012. Una storia che si legge velocissimo, poco verbosa con dialoghi semplici e scorrevoli.

Concludendo, è pressoché dimenticabile. Se dovesse rinsavirsi, lo scopriremo su queste pagine.

NO

Tornano gli Invasori: Marvel Now

invaders marvel now
Standard

Secondo continuity, il primo storico supergruppo della Marvel torna sulla carta “stampata e colorata”, grazie alla seconda fase Marvel NOW iniziata nell’autunno 2012. Parliamo di una serie nata sulle pagine di The Avengers n. 71 del dicembre 1979 senza una particolare importanza editoriale, se non una produzione a singhiozzo. Durante gli anni della seconda guerra mondiale, gli Invasori furono il più importante gruppo di eroi a combattere contro le forze dell’Asse, fonte di ispirazione e di coraggio per gli Alleati, predecessori in questo senso dei futuri Vendicatori (Fonte: Wikipedia).

Chiamati Invasori direttamente dall’esimio Winston Churchill e formatisi nel 1941 avranno un Serial tutto loro chiamato “All New Invaders” curato dal duo James Robinson/Steven Pugh. Il nuovo supergruppo sarà costituito da Capitan America, l’originale Torcia Umana, Namor il Sub-Mariner e Bucky Barnes il Soldato d’Inverno. A differenza del vecchio gruppo, gli Invasori non annovereranno Toro a meno di sbandate editoriali.

all new invaders #1

Lo stesso Bucky sarà nella sua nuova forma di soldato d’inverno recuperato dal lavaggio del cervello sovietico, rimesso a nuovo dai buoni, gli “Stati Uniti”, e riportando in voga per qualche numero sulla serie di Capitan America la guerra fredda freddissima del mondo contemporaneo.

Non amo dare anticipazioni o spoiler ma sembra, dalle fonti Marvel USA, che siano coinvolti nella storia l’Impero Kree, grande compagno di avventure uscito dall’astuccio creativo delle leggende Stan Lee e Jack Kirby, e qualcosa come un esercito di Dei Norreni da Asgard “If you know what I mean”.

Invasori-1

Namor, Capitan America e Bucky sono già protagonisti forti e storici del mondo Marvel. Lo stesso Bucky è stato Capitan America per un buon lasso di tempo mentre Steve Rogers era tenuto imprigionato dal Teschio Rosso nella sua stessa mente (wtf!). La Torcia Umana Originale serve per ricordarci che l’altra Torcia Umana dei Fantastici 4 è morta. Ups [SPOILER] la Torcia Umana dei Fantastici 4 ormai Fondazione Futuro è di nuovo viva grazie ad Annihilus [SPOILER] . E quindi?

Dall’intervista a James Robinson, tra le altre cose vincitore del premio Eisner nel 1997 per Starman, lo scrittore ha ben affermato secondo mia traduzione: “…Sono davvero onorato di poter lavorare sull’originale Torcia Umana. E’ il primo vero supereroe Marvel, ma per qualche ragione, è sempre sembrato lì per lì per soccombere, morire, essere disattivato o perdere i suoi poteri. Penso di avere una buona reputazione nel recuperare personaggi oscuri o sottoutilizzati e dargli sostanza. Intendo rafforzare pesantemente Hammond e trasformarlo in un personaggio veramente interessante.”

Noi non aspettiamo altro ovviamente, che questo inutile personaggio fintamente storico abbia un qualche tipo di importanza nella community. Quante torce umane ci servono? chi più ne ha più ne metta.

Riportare in vita questo supergruppo può comunque rivelarsi interessante anche grazie alla mano di Steven Pugh che ha lavorato su Animal Man, Judge Dredd, Blade e Hitman di Garth Ennis, lavori e disegni pregevoli.

Invasori-4