Image Comics sforna The Fuse #1, hard boiled in salsa spaziale

The Fuse head
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Non batto la fiacca, sono stato pesantemente e follemente occupato. Ma ora posso tornare alla vera droga primitiva. Così mi sono lanciato in una nuova piccola avventura firmata Image Comics. Il fumetto si chiama The Fuse ed è stato partorito dalla mente di Antony Johnston (Wasteland, Stormbreaker: The Graphic Novel, Dead Space, Alan Moore’s The Courtyard) e le matite di Justin Greenwood (Wasteland, Resurrection, Ghost Town). Vi ricordate dove ho già parlato di Antony Johnston? QUI.

Non avevo in programma di leggere questo fumetto, o meglio non ne ero a conoscenza, in precedenza. La decisione è stata presa su base semplice, la copertina mi ha colpito. Motivo? oscuro. Parliamo di una copertina rossa, semplice, con un foro che sembra di pallottola attraversato in pieno da un’orbita. L’orbita è ipoteticamente a 360000 km da un’immagine reale, raffigurante la terra ripresa dall’apollo 17 durante la missione lunare del 1972. Queste informazioni per quanto affascinanti non vi aiuteranno ad entrare in una storia semiblindata come The Fuse #1.

The Fuse Cover

Ambientazione spaziale, a 22.000 miglia dalla terra, a bordo di un satellite geostazionario raggiungibile con un qualche mezzo che dall’interno sembra un normale aereo. Sul satellite c’è una città, Midway City, fondale di questa prima avventura. A Midway City avviene un omicidio ed è compito del dipartimento di polizia occuparsene. I personaggi principali sono un ragazzo di colore di origine tedesca, poliziotto appena arrivato in città e già catapultato nell’azione, e una detective (russa) canuta e anziana, un po’ mascolina che fa la parte del “cop” duro e puro che parla solo slang (esagerazione evidente). Devono risolvere l’omicidio di un “cabler“.

Cabler

Il fumetto parte con il freno a mano tirato. E’ tutto ancora allo stato embrionale. Per quanto evidente che ci si trovi davanti a una storia Sci-Fi, non ci da l’impressione di un’ambientazione in stile “Demolition Man” di Sylvester Stallone o “Ritorno al Futuro“, tanto per capirci. E’ un’ambientazione mista e, all’apparenza, poco curata. Justin Greenwood ha un tratto spigolosissimo, disegna senza dare troppo spazio e importanza a dettagli e particolari. L’azione è tutto quello che vediamo e le stesse inquadrature, dal gergo cinematografico, sono spesso state costruite in modo da non lasciare intravedere granché. Gli spazi somigliano tantissimo ad una città americana qualunque (anche se siamo in Russia), il dipartimento di polizia è un dipartimento di polizia alla True Detective e l’atmosfera è classica Hard boiled e noir, dove i “cops” fanno da padroni.

Satellite

Cosa ci possiamo aspettare? Il rapporto tra i due personaggi principali si rivelerà una classica storia di partner del dipartimento, quelli-che-sono-sempre-nella-volante-assieme,-mangiano-ciambelle-e-hot-dog-da-strada. La detective anziana è sboccata, spara un “bullshit” a pagina, intrattenendoci con uno slang forbito, esagerato, disegnata in posture da figa silenziosa di turno, tipo Michonne di The Walking Dead, o per chi non capisse il riferimento, Jigen di Lupin III. Una macchietta. Dietrich, il ragazzo di colore, è una comparsa in questa prima issue e anche quando sembra poter dire qualcosa, non lo fa, lasciando tutti a bocca asciutta.

Midway City

Perché sia stato ucciso il cabler non si sa, cosa sia un cabler ancora meno. Nel momento in cui la detective russa sta per spiegarlo, il dialogo si tronca a causa degli eventi. Il filone principale della storia è ancora tutto da scoprire. Insomma, per tirare delle conclusioni, le descrizioni inesistenti, i dialoghi interrotti, i disegni poco dettagliati e i personaggi principali ancora in ombra, sono quel che intendo come elementi che caratterizzano un fumetto con il freno a mano tirato. Un punto di partenza in balia degli eventi classici di una qualunque sceneggiatura poliziesca che, per ora, non sembra sfruttare a pieno un ambientazione su un satellite, lontanamente d profumo “cyberpunk“, ma che delinea un fumetto con tutte le premesse per sorprendendoci. Se parti così low profile, non puoi che spaccare.

I Protagonisti

Mi riservo un:

OK!!

Sperando in qualcosa di più.

Ascolto Consigliato
Calibro 35 – Piombo in Bocca

Scrivere fumetti: lo script e i software dello sceneggiatore

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Quante idee brancolano nel buio della mente? Quante si fanno vedere mentre dormiamo e non riusciamo ad acchiappare perché non teniamo un blocco-note sul comodino? Tutti – dai, parlo a tutti – noi che immaginiamo di poter un giorno scrivere un libro. Tutta un tratto ci si accorge di avere la più grande idea del secolo in saccoccia e ci si immagina grandi scrittori (giusto quei secondi prima di rendersi conto che è un’altra delle tante minchiate).

Con un po’ di determinazione, un po’ di coraggio – per superare quel vuoto di talento che fingiamo di avere –  e un po’ di sfrontatezza – per affrontare progetti che potrebbero anche non finire mai o non vedere mai la luce -, prendiamo il nostro PC/Mac/quaderno e iniziamo a scrivere.

Il fumetto è un’arte fortissima, a metà strada tra la lettura pura e la visione cinematografica. Chi orchestra un fumetto deve sia sapere scrivere che disegnare per essere un fumettista a tuttotondo. Esempi di artisti completi ne abbiamo a bizzeffe nella cultura moderna del fumetto, basti pensare a Leo Ortolani, Gipi o Zerocalcare. Ma se credi di sapere scrivere bene ma non disegnare che puoi fare? Questo è il mio dilemma, pur pensando di saper scrivere (male), so al 100 per mille di non saper disegnare, accostare colori, ricalcare i confini, esplorare gli spazi e bilanciare i soggetti e gli oggetti.

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Andy Diggle – Daredevil Reborn #1 – Pagina 3 – 4 vignette

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E’ però forte la voglia di raccontare una storia (la mia storia) e usare il fumetto, perché è l’arte che più amo. Ci si chiede allora cosa possa fare quindi il caro parassita nascosto alle spalle del disegnatore (vero artista di tutta questa pantomima). Lo scrittore sceneggia e lo sceneggiatore scrive gli script. Quindi, partendo dal presupposto che una storia sia a grandi linee nella vostra mente, che abbiate già delineato un numero di personaggi principali, secondari e antagonisti (se necessari, non metto in bocca a nessuno nulla), allora siete pronti a scrivere uno script.

Lo script è la traccia per il disegnatore e serve allo sceneggiatore per organizzare la storia in pagine, divise poi in vignette detti “panel” che devono essere profilati il più puntuale possibile, sia nelle descrizioni dei personaggi, degli ambienti, del background che nei dialoghi. Lo sceneggiatore deve immaginarsi tutto, ogni vignetta, ogni pagina e tutto quanto sta intorno. Poi sapersi limitare! (non esagerare ma mantenere il proprio stile)

Nightwing #8

Kyle Higgins – Nightwing #8 – Pagina 8 – 2 vignette

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Ho scovato un sito a dir poco incredibile che raccoglie alcuni script di sceneggiatori di fama mondiale (The Comic Book Script Archive).

Gli strumenti del mestiere sono i classici Pages (suite Apple) e Word (Suite Office). Qui potrete trovare un template davvero interessante, costruito dall’ex Marvel editor Andy Schmidt e Paul Allor (Book Club manager).

Altri Software
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Il grande scrittore della Marvel, Brian Michael Bendis (Premio Eisner, Daredevil, Powers, Alias, Avengers), ha ammesso sul suo Tumblr di essere un fan di questo programma soprattutto perché “incoraggia a continuare a scrivere”. Il software si auto-formatta mentre scrivi e tiene in memoria i personaggi e le varie impostazioni. L’unico problema, se non il più consistente per la maggior parte dei software, non è nato per scrivere script di fumetti, quindi ognuno deve creare il proprio template, in base ai propri gusti.Brian Michael Bendis

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Scrivener è un programma di scrittura molto versatile che comprende un comic script template progettato dallo sceneggiatore Antony Johnston (Umbral, DeadSpace) che a questo indirizzo descrive le potenzialità del programma.

Robert Marland ha recentemente sviluppato un template scaricabile gratuitamente  a questo indirizzo ispirato allo stile di Fred Van Lente (Incredible Hercules, Marvel Zombies) che si auto-formatta ed è perfetto per Word.

Jim Zub: un altro sito fondamentale per gli aspiranti sceneggiatori con alcuni interessanti tutorial

ComiXwriter COMICXWRITER

Il software è in fase di sviluppo ed è stato lanciato da una campagna Kickstarter nel giugno 2013. I fondi raccolti servono per coprire i costi di sviluppo del primo software creato esclusivamente per scrivere script per fumetti e graphic novel. Ci aspetta un programmino molto interessante che aiuterà lo sceneggiatore a concentrarsi sulla storia e poco o nulla sulla formattazione. Il software godrà di una feature molto interessante che accosterà lo script all’artwork (i disegni) creando un ambiente che facilita la collaborazione e l’intesa tra sceneggiatore e disegnarore. Inoltre, sarà costituito da una serie di template diversi probabilmente ispirati agli script dei grandi autori del fumetto.