Harley Quinn #0, scandalo e censura di un suicidio premeditato

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Il tema del suicidio non è nuovo nel mondo del fumetto, si è rivelato spesso un escamotage usato dagli sceneggiatori per rafforzare una certa drammaticità sulla morte di un personaggio o di un villain, sempre e comunque in una cornice seria ed emozionale. Pensiamo alla morte di Graviton che si suicidò provocandosi un aneurisma, Iron Monger che si sparò un raggio repulsore alla testa come punizione per essere stato sconfitto da Iron Man o il Fante di cuori che si è lasciato esplodere nello spazio. Non è in questo il panorama di riferimento di quanto verrò a raccontare. Lo scandalo si è raggrumato intorno al numero #0 della nuova serie su Harley Quinn della DC Comics.

Partiamo dal principio, Harley Quinn, è un personaggio che non nasce dalle matite classiche di un artista del fumetto, ma dalla serie animata di Batman. Vive una buona storia editoriale venendo introdotta nel fumetto come psicologa che vuole studiare il villain per eccellenza, il Joker, di cui poi s’innamora e ne diventa fidata assistente. Senza dilungarsi troppo, il 2014 è l’anno della svolta. Harley tornerà con un serial che la vedrà protagonista e tratterà il cambiamento editoriale e di stile del character rispetto al passato. Alla regia vedremo il duo Amanda Conner e Jimmy Palmiotti e, almeno per il numero #0, una serie di disegnatori grandiosi tra cui anche la DC star Jim Lee.

Harley Quinn pagina ufficiale

Per rimpolpare le fila, i due sceneggiatori insieme alla loro casa editrice hanno indetto un concorso per aspiranti disegnatori chiamato “DC’s entertainment open talent search“. Il concorso è consistito nel sottoporre lo script di una pagina, poi introdotta nel numero #0, al grande pubblico, ricevendo come risposta un numero considerevole di bozze.

La tavola in questione avrebbe dovuto essere divisa in quattro vignette di cui una in particolare avrebbe dovuto raffigurare Harley Quinn nuda sdraiata nella vasca da bagno con tostapane, phon, frullatori, elettrodomestici tutti penzolanti sopra di lei e legati a una corda che mantiene tra le mani. Nello script inoltre viene testualmente aggiunto: “Stiamo guardando il momento prima della morte ormai inevitabile. ‘Oh beh, immagino sia finita per me’, Harley è rassegnata a quanto sta per accadere.”

Il mondo delle associazioni contro il suicidio ha criticato pesantemente la scelta della DC Comics: The American Foundation for Suicide Prevention, American Psychiatric Association e National Alliance on Mental Illness hanno definito il concorso “estremamente insensibile” e “potenzialmente pericoloso“.

DrprNezotholem

Una volta trovato il vincitore (Jeremy Roberts, non proprio un “undiscovered talent”, con 74 fumetti firmati, alcuni DC), la DC Comics si è scusata e ha calato la mannaia della censura sulla scena tagliando completamente l’ultima vignetta e sostituendola con Harley Quinn che vola a cavallo di un razzo nello spazio (fallico? 😀 scandalo!). Jimmy Palmiotti e Amanda Conner hanno provato spiegare che quella scena avrebbe fatto parte di un semplice sogno ma chi sono gli sceneggiatori per avere voce in capitolo?

Dtor91 Dalexisstpierre

Qui il suicidio sarebbe stato solo un vezzo, una nota di colore che avrebbe delineato un pò la delirante e folle caricatura del personaggio. Nessuna immagine carica di emozione, solo una sensazione di noia autodistruttiva un po’ ricalcata della cultura emo anni ’90. Inutile dire che sia la gratuità della scena ad aver smosso le anime delle associazioni americane ma, a mio parere, la censura è sempre l’arma sbagliata per recuperare al proprio errore. Sopratutto se hai spinto migliaia di persone speranzose a disegnare uno certo script. C’è sempre un grosso però! Il peso di una denuncia dal punto di vista economico è chiaramente il motivo di questa censura e chiedersi se la DC avrebbe dovuto prendersi o meno le sue responsabilità è fuori luogo essendo pur sempre un azienda sul mercato che deve evitare di scontrarsi con l’opinione pubblica per sopravvivere.

Saviorsson

Tornando ad Harley Quinn non riesco a non pensare ad altro che a un accostamento con il personaggio Marvel Deadpool. L’anima psicotica, folle e anarchica un po’ sopra le righe è propria del personaggio Marvel che va molto forte nelle classifiche di vendita. La DC Comics prova a rispondere all’acerrimo nemico cercando di recuperare una fetta di pubblico che al momento trova soddisfazione solo nella concorrenza.

A corredo dell’articolo, alcune bozze carine di bravi disegnatori trovate su DeviantArt.

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