The Bloody Bullets, un web comic western atipico

The Bloody Bullets
Standard

In cerca dei fumettisti italiani con lo sguardo al futuro e pubblicazioni godibili online, mi sono imbattuto in The Bloody Bullets, fumetto scritto e disegnato dal duo Luca Pracchini e Claudio Magnfico.  A occhio e croce, The Bloody Bullets è una storia fanta-horror-western dove il personaggio principale è un galeotto, Jim, che scappa di prigione insieme a una sorta di fuorilegge storici “dati per morti”. La notizia sembra correre veloce al punto da arrivare alle orecchie del sindaco che con lo sceriffo, sono le forze che si troveranno a contrastare i fuorilegge fuggitivi. In realtà questi ultimi si scoprirà essere una sorta di non-morti (tranne Jim che è umano) intenzionati a far risorgere altri individui nella loro condizione (MORTI!) per poi rivoltarsi contro il sindaco malvagio, con il quale sembrano avere molto in sospeso. Jim è l’eroe/antieroe della storia, o almeno così sembra finora.

Lo sceriffo

La peggiore delle sintesi possibili, rapida e indolore, perché sinceramente, ho trovato questo fumetto al limite del leggibile. Prima di arrivare a spiegare le motivazioni di questo giudizio violento e ostile, è necessaria un’analisi delle varie componenti.

La trama è interessante e l’idea alla base è abbastanza originale, un melting pot di generi che sopravvivono egregiamente. I non-morti intelligenti, che non vanno di moda al momento – si preferiscono gli zombie decerebrati, zoppi che sbavano alla walking dead – sono una scelta apprezzatissima. Rimango in attesa di una forte caratterizzazione dei singoli personaggi che ancora non sembra essere avvenuta. A prima vista rispecchia un classico: Jim il personaggio principale (a tratti similpicaresco) è il debole impaurito di turno mentre tutti gli altri  sono i soliti bad-ass sbruffoni e arroganti.

I disegni sono interessantissimi, un tratto veramente bello che immerge benissimo i personaggi nel panorama western, pieno di personalità e grezzezza. Alcuni di questi disegni, mostrati nell’articolo, possono essere goduti in tutta la loro “carnosità“, sporcizia viva che parla. Un senso di sporco, usato e marcio, uno stile che davvero si sposa con questo tipo di storia. Il lettering, i baloon come i dialoghi, sono allo stato embrionale. I colori non si lasciano veramente guardare, esageratamente vivaci e contrastanti che confondono ed incasinano pesantemente i disegni.

Jim

Ma perché prendersi una tale libertà di giudizio? La nota dolente, a mio parere, è la commistione tra sceneggiatura e disegni, una confusione esagerata. Prima pecca l’utilizzo eccessivo di vignette che un tratto così grezzo non penso possa permettersi; certe tavole – con 7/8 vignette o più – non si capiscono proprio, mancando di quella immediatezza necessaria per godere di un fumetto d’azione. Questo è il fulcro del problema: quel che la sceneggiatura racconta non passa attraverso i disegni. Certi avvenimenti sembrano rimanere nella matita e nella china, corrono talmente veloci che sono sintetizzati allo stremo. Sopratutto, dopo 50 e passa tavole, ancora non si capisce granché della “BIG PICTURE“. Cosa lega tutti questi personaggi? In una tavola del sesto capitolo, il motivo prova ad essere spiegato ma sinceramente (sarò babbo io…) non l’ho capito con chiarezza. Qualche baloon didascalico o tavola in più non guasterebbero.

Marylin Manson

Marylin Manson

Il talento ben visibile di entrambi scade in uno storytelling primordiale che manca delle basi per entrare direttamente nei cuori dei lettori. Diamo a Cesare quel che è di Cesare: l’ottava puntata è una figata, i disegni sono incredibili e ben sceneggiati. Si capisce perfettamente cosa sta succedendo allo sceriffo, da dove arriva e le sue intenzioni. Questo mi fa pensare che solo col tempo il fumetto prenderà la via della chiarezza. Come quando, ci si trova a dover iniziare a scrivere qualcosa ma si hanno talmente tante idee in testa che non si sa da dove e come partire. Allora si “butta giù” un’incipit sbrigativo, perché già si sa quale sarà la ciccia del discorso, quando le intuizioni in principio confuse prenderanno una forma.

Unghie pulite

Insomma, non è una bocciatura, è più un “capperi-le-capacità-sono-tutte-lì-sul-tavolo”, difetta di quel qualcosa che a prima vista individuerei come una mancanza d’intesa tra i due artisti. Per il fatto che sia così ostico, l’ho letto, riletto e interpretato più volte, solamente per portare a casa questa recensione scritta con i piedi. Insomma “too much“.

mah

The Bloody Bullets

Ascolto consigliato
Johnny Cash – Folsom Prison Blues

Comunicazione di Servizio
<<Trovarmi a leggere un fumetto indipendente mi ha davvero divertito molto. Ringrazio l’autore per avermi segnalato la sua opera e non mi dispiacerebbe per nulla leggerne tante altre. Invito gli scrittori/disegnatori che si sono imbattuti in questo blog a mandarmi su twitter un link o un direct message con un link al loro fumetto.>>

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...