Zerocalcare e il film sulla Profezia dell’Armadillo

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E’ la notizia della settimana, tutto il mondo del fumetto ne parla, il nostro talento contemporaneo Zerocalcare farà un film insieme a Valerio Mastrandrea sulla Profezia dell’armadillo. Zerocalcare è droga, sto sotto in questo periodo, appena finito Dodici che già mi lancio su Ogni Maledetto lunedì su due. Mi manca solo un Polpo alla gola che spero Amazon, prima o poi, materializzerà sul mio comodino, magari senza succhiarmi il vile denaro. Cosa posso dire di Zero? Non lo so, mi fa ridere tantissimo, la sua comicità mi coinvolge in pieno e spesso sfortunatamente mi rispecchia. Questo è quello che gli riesce meglio, simbolismo generazionale. Cosa che lui tra l’altro non sopporta, affermando con forza di far riferimento esclusivamente alla sua vita, o peggio, di aver copiato questo stile. Io però non conosco i blogger francesi a cui lui fa riferimento nelle sue interviste, a cui dice di aver “rubato” le idee (fatto proprie su!). Non mi interessa, il suo fumetto mi piace, lo capisco e condivido.

Zerocalcare e Armadillo

Trovo geniale che utilizzi personaggi della cultura pop e contemporanea come interlocutori simbolici delle sue emozioni. L’armadillo è il primo tra questi, il suo vero alter ego primario, che parla davvero, che svolge e riavvolge la matassa dei pensieri dell’autore mentre fa da contraltare all’altra voce, la sua figura stessa, quella che a parere mio è regolatrice moderatrice e normalizzatrice della sua reale coscienza.

Zerocalcare nello spazio

Le 21 tavole che ha disegnato in questi giorni, l’hype che ha creato al punto da bloccare il suo blog per ore, sono la presentazione di quello che sarà il suo film che, se uscisse da cani, lo ucciderebbe psicologicamente. E da cani intendo “ciò-che-lui-non-vorrebbe-mai-che-il-suo-lavoro-diventasse” (sento digrignare i denti e vibrare le gole), lontano dai suoi parametri, venduto al sistema spettacolo. Eppure, la modalità che ha scelto per presentarlo, il suo solito disegnino, fa guardare al futuro con gli occhi a cuoricino. 21 tavole di metafora, dove lui è legato a un filo che lo tiene attaccato in tutto quello in cui crede e che lo rappresenta, e tutte le altre “proposte” sono ciò che ha paura lo possano corrompere quanto lo possano trasformare nel suo incubo, la “Maria De Filippi“.

Le proposte a Zerocalcare

E da lì tutto il viaggio verso il film, come sotto sotto, cerchi di dare una motivazione alle sue scelte e darsi la forza per percorrerle, illuminando i soggetti con cui ha dato vita al progetto. Parliamo di Valerio Mastandrea, attore che apprezzo e avrò visto in due milioni di film senza ricordarmene nemmeno uno. Forse il caimano. Gli altri due, Oscar Glioti lo conosco pochissimo e Johnny Palomba, ne riconosco giusto nome e apparenza.

Di un’intervista a Minimum Fax incredibilmente bella e naturale –  un blog culturale stra figo –  rubo un passaggio fondamentale per rimanere in tema:

MF: Cioè, quando Mastandrea ti ha chiamato e ti ha detto: “Voglio fare un film dal tuo libro”, tu come hai reagito?

Zerocalcare: Ho reagito con: “Ammazza che bello, Mastandrea è uno dei miei attori preferiti, è una persona che stimo un sacco e gli piace la mia roba. Sono supercontento di questo, però come farò a gestire la cosa?”. Per me è comunque terribile, ‘sta cosa.

MF: Però è Mastandrea, in fondo. Pensa se te l’avesse chiesto Neri Parenti.

Zerocalcare: Me l’hanno chiesto anche persone molto vicine a Neri Parenti, e ovviamente gli ho detto di no. Io non lo so come uscirà il film, poi Mastandrea fa il suo esordio come regista, ma io so che lo spirito de La profezia dell’armadillo verrà rispettato, anche se il film esce brutto. Per me, l’unica cosa che conta è quella.

Il cuore pulsante di Zerocalcare

Zerocalcare l’ho intravisto un paio di volte. Una volta al Lucca comics dove l’ho ammirato da vicino disegnare senza tentare alcun approccio, una seconda volta al Miami 2013, a Milano, dove ho incontrato un ragazzo, o meglio un personaggio, perfettamente immerso nel suo fumetto con un ansia e una paranoia da contagio. Non sapessi il talento che esprime, mi sarei fatto una tra mille domande: dov’è si è nascosto il suo assistente sociale? Facile prenderlo in giro gratuitamente dal medium blogghereccio, quando poi dal vivo mi verrebbe d’abbracciarlo; in fondo le sue opere parlano per lui.

La paranoia aleggia incontrastata, la malinconia e la comicità ballano sul filo in tutto quello che ha prodotto. Zerocalcare è fumettista maturo nella sua immaturità, è pieno di discorsi che ferma sul nascere, lima la sua spontaneità fino a quando si allinea al suo management di crisi, insomma quanto può in qualche modo gestire con costanza e coerenza (fortemente messa alla prova). E forse tutto sta qui, giocare con gli idoli di sempre  (suoi e nostri) attorcigliati al suo sistema di valori. Questo è ciò che ci possiamo aspettare dal suo film, quello che sa fare meglio. Raccontare quello che inesorabilmente ci accomuna inconsciamente.

I protagonisti

Che spettacolo!

Zerocalcare e gli psicologi

Il Blog di Zerocalcare
Ascolto consigliato: Refused – The New Noise

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2 pensieri su “Zerocalcare e il film sulla Profezia dell’Armadillo

    • Grazie mille!
      si sono decisamente un fan, ormai da più di un anno. cavoli lo percepisco davvero il suo talento, quando leggo le sue cose mi coinvolge assai. Poi prima o poi scriverò qualcosa su Gipi e tutti contenti :D…

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